Il decluttering è una pratica di riordino che aiuta a ridurre il sovraccarico cognitivo e lo stress. Scopri come un decluttering “mentale” può aiutarti a liberare la mente dai pensieri superflui e a migliorare il tuo benessere.
Tempo di lettura stimato: 7 minuti
INDICE
- Cosa vuol dire “fare decluttering”
- Perché accumuliamo pensieri superflui
- Come si fa un decluttering per liberare la mente
Cosa vuol dire “fare decluttering“
Il decluttering consiste nel rimuovere gli oggetti superflui o non necessari da uno spazio fisico, con l’obiettivo di creare un ambiente più organizzato e funzionale.
È un processo che ha spopolato grazie ai libri di Marie Kondo, e al suo metodo KonMari: prevede un riordino non per stanza, ma per categoria (vestiti, libri, documenti, oggetti vari, ricordi), che si svolge in una volta sola. Si regge sull’idea che liberare uno spazio fisico sortisca degli effetti benefici anche a livello psicologico.
In molti (me compresa!) riferiscono una sensazione di gioia e rinnovamento, dopo aver fatto decluttering, come se a ridursi fosse non solo il disordine esterno, che è uno stimolo ben visibile, ma anche un “rumore interno” di sottofondo, fatto di pensieri superflui, rimuginazioni e sovraccarico cognitivo.
Perché accumuliamo pensieri superflui
La mente umana è progettata per recepire le informazioni, ma non sempre riesce a “filtrarle” e poi ad elaborarle in modo adeguato. Tutto ciò che, per un motivo o per un altro (preoccupazioni di qualche tipo, il bisogno di essere rassicurati, difficoltà nel lasciare andare il passato, eccetera), ci aiuta ad alzare il volume di quel rumore interno, finisce per accumularsi da qualche parte. E strato dopo strato, quei pensieri si confondono tra loro, scivolano l’uno sull’altro e restano sempre lì: tolgono spazio ad altro.
Imparare a fare un decluttering, che potremmo chiamare “mentale” e che consenta di spazzar via un po’ di pensieri superflui, aiuta a creare spazio per i pensieri che invece contano davvero.
Non si tratta di “svuotare la mente”, ma di scegliere con più attenzione e consapevolezza quali sono i pensieri che vale la pena tenere e quali no. E, ovviamente, farci qualcosa con quelli che decidiamo di conservare, perché devono portarci da qualche parte… altrimenti anche per questi c’è il cestino.
Quando la mente è piena di pensieri non elaborati e che “non ci servono”, perché non ci permettono di evolvere, il nostro livello di attivazione fisiologica aumenta. Il decluttering mentale aiuta a ridurre questa attivazione, favorendo uno stato di maggiore calma, che ci conduce a una maggiore chiarezza decisionale, a una migliore regolazione emotiva.
Come si fa un decluttering per liberare la mente
A questo punto ti starai chiedendo se per fare un decluttering mentale sia necessario riordinare la tua camera. Per quanto possa essere una buona pratica, le pratiche quotidiane sulle quali ti invito a concentrarti sono di un altro tipo.
Nella tua giornata, per allenarti al decluttering, puoi provare a:
- annotare i pensieri che ti affollano la mente, uno per volta;
- praticare la mindfulness, per osservare i tuoi pensieri senza giudicarli, per capire da dove arrivano e dove desideri portarli;
- ridurre l’esposizione a più stimoli, digitali e non, limitando il multitasking;
- chiederti se un tuo pensiero ti è utile nel momento presente.
In conclusione
Il decluttering è una buona pratica per tutti coloro che intendono migliorare il proprio benessere psicologico quotidiano. Se senti il bisogno di spazzare via qualche pensiero ma non sai da dove cominciare, contattami!
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
- Roster, C. A., Ferrari, J. R., & Jurkat, M. P. (2016). The dark side of home: Assessing possession ‘clutter’ on subjective well-being. Journal of Environmental Psychology, 4632-41. doi:10.1016/j.jenvp.2016.03.003
- Wei S., Qin W., Yu Z., et al. (2025). The effectiveness of mindfulness-based cognitive therapy on rumination and related psychological indicators: a systematic review and meta-analysis. BMC Psychology.
- Lee Y., Kim D., Lim J.-E. (2023). Do expressive writing interventions have positive effects on Koreans? A meta-analysis. Frontiers in Psychiatry.
- Frattaroli J. (2006). Experimental disclosure and its moderators: A meta-analysis. Journal of Consulting and Clinical Psychology.
